Design Stories: sfide ad alta quota.

Design Stories: sfide ad alta quota.

“Ho sempre sostenuto l’aspetto sociale del design, che è quello di lavorare per la gente, di portare un po’ di bellezza e di utilità in tutte le case”
(G. Stoppino)

 

Ci sono prodotti che più di altri sono espressione dello spirito creativo di un’azienda, che hanno fatto la storia per la capacità di segnare un “anno zero” del design, che sono entrati nell’immaginario collettivo e sono oggi patrimonio culturale del saper fare di una intera nazione.

Sheraton è una delle icone del design italiano nel mondo, ha due padri e una genesi molto particolare.

Giotto Stoppino e Lodovico Acerbis iniziano nel 1977 il loro sodalizio artistico: da un lato il designer della materia, come amava definirsi Stoppino, grande sperimentatore di materiali ed ispiratore del neoliberty italiano e dall’altro Lodovico Acerbis, designer e capitano di industria che nel raccogliere l’eredità di una falegnameria artigianale di provincia l’ha guidata verso la produzione del mobile di design italiano affermando il brand a livello internazionale.

La sfida che hanno davanti è quella di progettare un mobile contenitore di dimensioni generose in larghezza ma di estrema sintesi formale, capace di sovvertire lo schema classico della credenza a “tre ante e quattro cassetti”. Un mobile dalle linee semplici, prodotto con le più avanzate tecnologie industriali e progettato per essere spedito e commercializzato sul mercato globale.

L’approccio progettuale di Stoppino ed Acerbis è caratterizzato da due punti cardine del design thinking e della filosofia Acerbis: da un lato un volume puro, quasi astratto, privo di sovrastrutture e fortemente connotato da sole due ante frontali di grande larghezza e dall’altro la tecnologia applicata ai sistemi di apertura che rende il gesto stesso un’esperienza di design.

Con due ante di oltre un metro di larghezza la soluzione adottata fino a quel momento dai progettisti dell’epoca era stata quella di utilizzare un sistema di apertura scorrevole ad ante sovrapposte che aveva due grandi controindicazioni: limitava l’accessibilità ai vani interni del mobile e lasciava a vista sia i binari di scorrimento che il meccanismo di sovrapposizione dell’anta.

Racconta Lodovico Acerbis:
Ci trovammo con Stoppino a dover prendere un aereo per andare ad un appuntamento a New York.
Abbiamo sette ore davanti a noi – disse a Stoppino – non dobbiamo scendere dall’altra parte se l’idea dell’apertura delle ante non è stata risolta. Ci impiegammo meno delle sette ore del volo poiché l’unico sistema per fare in modo che le grandi ante scorrevoli non si sovrapponessero era mandarle nella direzione opposta: far scorrere le ante verso l’esterno e ruotarle poi di novanta gradi per farle posizionare sotto al piano della credenza”.

In questo modo la porzione di anta che esce dal mobile in configurazione aperta si riduce a 60-70 cm garantendo la totale accessibilità della credenza limitando nel contempo il raggio di ingombro delle ante nella stanza.

A 10.000 metri di quota viene ideato il sistema di apertura ad anta “scivolorotante”: quel sistema che successivamente diventerà un brevetto esclusivo ed un’impronta indelebile nella produzione Acerbis dei decenni a seguire.

Sheraton è stato insignito del prestigioso Compasso d’Oro ADI nel 1979 ed è entrato nella Permanent Design Collection del Victoria & Albert Museum di Londra.